DESCRIZIONE GENERALE
L’APTI trae origine dall'esperienza e dal sostegno dell’Association for Play Therapy (APT) che ne rappresenta il modello unico di riferimento. I contenuti, relativi al valore del gioco e della Play Therapy, di seguito presentati sono tratti dal sito dell' Association for Play Therapy.

La loro traduzione e riproduzione in questo sito è realizzata su permesso dell'APT.

The APTI is founded on the experience and support of the Association for Play Therapy (United States) that represents the APTI only point of reference. All containts in this section are taken by the APT website and are herein reproduced on APT permission.

DEFINIZIONE DI PLAY THERAPY
L'APT definisce la Play Therapy come "il sistematico uso di un modello teorico per stabilire un processo interpersonale dove un play therapist (professionista della salute mentale formato in Play Therapy) utilizza il potere terapeutico del gioco per aiutare i clienti a limitare o risolvere le proprie difficoltà psicosociali e ad ottenere una crescita e uno sviluppo ottimale".

PERCHÉ GIOCARE?
Giocare è il linguaggio dei bambini e...
Recentemente un numero crescente di ben noti professionisti della salute mentale hanno osservato che il gioco è altrettanto importante per la felicità e il benessere umano quanto l’amore e il lavoro (Schaefer, 1993). Alcuni dei più grandi pensatori di tutti i tempi, tra i quali Aristotele e Platone, hanno riflettuto sul perché il gioco sia così fondamentale per le nostre vite. I seguenti sono alcuni dei numerosi benefici del gioco descritti dagli esperti di play therapy.
Giocare è divertente e piacevole, eleva il nostro spirito e rallegra la nostra prospettiva sulla vita. Sviluppa, inoltre, l’espressione, la conoscenza e la realizzazione di se stessi, potenziando anche il senso di autoefficacia. Il gioco allevia i sentimenti legati a stress e noia, ci connette con le persone in modo positivo, stimola la creatività e rafforza il nostro ego (Landreth, 2002). Inoltre il gioco ci permette di praticare abilità e ruoli necessari per la sopravvivenza. Come afferma Russ (2004) l’apprendimento e lo sviluppo progrediscono meglio attraverso il gioco.

PERCHÉ GIOCARE IN TERAPIA?
La play therapy è un approccio alla terapia strutturato e teoricamente basato che si fonda sui normali processi comunicativi e di apprendimento dei bambini (Carmichael, 2006; Landreth, 2002; O'Connor & Schaefer, 1983). I poteri curativi intrinseci al gioco sono utilizzati in molti modi.

I terapeuti utilizzano strategicamente la play therapy per aiutare i bambini ad esprimere cosa li turba quando ancora non hanno il linguaggio verbale per esprimere i propri pensieri e sentimenti (Gil, 1991). Nella play therapy i giocattoli sono per i bambini come le parole e il gioco il loro linguaggio (Landreth, 2002). Attraverso il gioco, i terapeuti possono aiutare i bambini ad apprendere dei comportamenti più adattivi quando sono presenti difficoltà nelle abilità sociali o difficoltà di tipo emotivo (Pedro-Carroll & Reddy, 2005). La relazione positiva che si sviluppa tra il terapeuta e il bambino durante le sessioni della play therapy, fornisce un’esperienza emotiva correttiva necessaria per guarire (Moustakas, 1997). La play therapy può anche essere usata per promuovere lo sviluppo cognitivo e fornire al bambino comprensione e discernimento concernenti soluzioni di conflitti interni o su pensieri disfunzionali (O’Connor & Schaefer, 1983; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

COSA È LA PLAY THERAPY?
... i giochi sono le parole dei bambini!
Inizialmente sviluppata a cavallo del XX secolo, la play therapy include attualmente un ampio numero di metodi di trattamento tutti applicanti i terapeutici benefici del gioco.

La play therapy differisce dal gioco normale in quanto il terapeuta aiuta i bambini a rivolgere l'attenzione verso i propri problemi e a risolverli.

La play therapy si basa sul modo naturale in cui i bambini apprendono cose su se stessi e sulle proprie relazioni nel mondo che li circonda (Axline, 1947; Carmichael, 2006; Landreth, 2002). Attraverso il gioco i bambini imparano a comunicare con gli altri, ad esprimere i sentimenti, a modificare comportamenti, a sviluppare abilità nel risolvere situazioni problematiche e ad apprendere una varietà di modalità attraverso le quali relazionarsi con gli altri. Il gioco fornisce una distanza psicologica sicura dai loro problemi e consente l’espressione di pensieri e sentimenti appropriati al loro sviluppo.

L’Associazione per la Play Therapy degli Stati Uniti (APT - Association for Play Therapy United States) definisce la play therapy come “l’uso sistematico di un modello teorico per stabilire un processo interpersonale dove un professionista della salute mentale formato in play therapy (play therapist) utilizza i poteri terapeutici del gioco per aiutare i clienti a prevenire o risolvere difficoltà psicosociali e a raggiungere un livello ottimale di crescita e sviluppo”.

COME FUNZIONA LA PLAY THERAPY?
I bambini vengono inviati per intraprendere sessioni di play therapy con lo scopo di risolvere i propri problemi (Carmichael, 2006; Schaefer, 1993).

Spesso i bambini si trovano ad aver utilizzato tutti i loro strumenti per risolvere i propri problemi e iniziano ad avere una cattiva condotta, manifestando anche una varietà di atti impulsivi in casa, con gli amici e a scuola (Landreth, 2002).

La play therapy permette a professionisti della salute mentale che si specializzano in questo settore di valutare e comprendere il gioco dei bambini. Inoltre la play therapy è utilizzata per aiutare i bambini ad affrontare emozioni difficili e trovare soluzioni ai propri problemi (Moustakas, 1997; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005). Confrontando i problemi nel contesto clinico della play therapy i bambini trovano soluzioni più sane. La play therapy permette ai bambini di cambiare il modo in cui pensano, sentono e risolvono le proprie preoccupazioni (Kaugars & Russ, 2001). Anche i problemi più disturbanti possono essere affrontati nella play therapy così come soluzioni stabili possono essere scoperte, provate, gestite e incorporate in strategie di lunga durata.

CHI PUÒ TRARRE BENEFICIO DALLA PLAY THERAPY?
Nonostante ognuno possa trarre dei benefici, la play therapy è particolarmente appropriata per i bambini dai 3 ai 12 anni (Carmichael, 2006; Gil, 1991; Landreth, 2002; Schaefer, 1993). Anche adolescenti e adulti possono beneficiare delle tecniche di play therapy e da processi di tipo ricreativo. A questo riguardo bisogna segnalare che l'applicazione di interventi di play therapy all'interno delle agenzie di salute mentale e in altri contesti sanitari sta aumentando (Pedro-Carroll & Reddy, 2005; Schaefer, 2003). In anni recenti gli interventi di play therapy sono stati utilizzati anche con bambini molto piccoli.

IN QUALE MODO UN BAMBINO PUÒ BENEFICIARE DELLA PLAY THERAPY?
La play therapy è utilizzata come trattamento elettivo nel settore della salute mentale, in scuole, ospedali, strutture residenziali, contesti ricreativi, con clienti di tutte le età (Carmichael, 2006; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

Piani di trattamento di play therapy sono stati utilizzati come interventi primari o come aggiuntivi per una serie di disturbi e condizioni mentali (Gil & Drewes, 2004; Landreth, Sweeney, Ray, Homeyer & Glover, 2005 - il link al momento non è attivo, sarà comunque presto disponibile), quali ad esempio la gestione dell'aggressività, il lutto e la perdita, il divorzio e la separazione familiare, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, per disturbi dello sviluppo, disabilità fisica, difficoltà di apprendimento, fallimenti accademici, carenza nello sviluppo di relazioni sociali e nei casi di disturbi della condotta (Bratton, Ray & Rhine, 2005).

La ricerca sostiene l'efficacia della play therapy con i bambini che esprimono un’ampia varietà di problematiche sociali, emotive, comportamentali e relative all’apprendimento includendo: bambini i cui problemi sono legati a situazioni di vita stressanti come il divorzio, il decesso, il cambio d’abitazione, malattie croniche, l’assimilazione di esperienze stressanti, abusi fisici e sessuali, violenze domestiche e disastri naturali (Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005). I play therapists (gli esperti di play therapy) aiutano i bambini a:

DI QUANTO TEMPO NECESSITA UN INTERVENTO DI PLAY THERAPY?
Le sessioni di play therapy possono avere durata diversa anche se solitamente sono di 30-50 minuti. Le sessioni hanno di solito cadenza settimanale. La ricerca suggerisce che sono necessarie una media di circa 20 sessioni per risolvere i problemi dei bambini che solitamente vengono inviati per un trattamento. Ovviamente alcuni bambini possono migliorare in maniera più veloce mentre problemi più seri e quelli che si vanno acutizzando possono richiedere un tempo maggiore (Landreth, 2002; Carmichael, 2006).

COME PUÒ LA FAMIGLIA ESSERE COINVOLTA NELLA PLAY THERAPY?
Le famiglie giocano un ruolo importante nel processo di guarigione dei bambini. L’interazione tra problemi dei bambini e delle proprie famiglie è spesso complessa. A volte i bambini sviluppano problemi come modo per segnalare che ci sono difficoltà in famiglia. Altre volte l’intera famiglia è sotto stress perché i problemi del bambino sono molto dirompenti. In ogni caso i bambini e le famiglie guariscono velocemente quando lavorano insieme.

Bratton S., Ray D. ed altri nel 2001 hanno condotto la meta-analisi di 94 studi nell'ambito della Play Therapy, riscontrando in maniera significativa che il coinvolgimento dei genitori al trattamento ne potenzia l'efficacia.

Le modalità di coinvolgimento di alcuni o tutti i membri della famiglia nella Play tTherapy variano a seconda del particolare caso e del modello di riferimento di ciascun esperto. Il coinvolgimento minimo implica che il terapeuta vorrà almeno comunicare regolarmente con coloro che si prendono cura del bambino per sviluppare un piano di soluzione per i problemi che sono stati identificati e per monitorare il progresso del trattamento. Altre opzioni possono includere il coinvolgimento nel trattamento:

  1. diretto dei genitori o di coloro che si prendono cura del bambino, nel caso dell’intervento denominato "filial play therapy" e
  2. dell’intera famiglia nella "family play therapy" (Guerney, 2000).

Qualunque sia il livello di coinvolgimento che i membri della famiglia scelgono essi sono una parte essenziale nella guarigione del bambino (Carey & Schaefer, 1994; Gil & Drewes, 2004).

CHI PRATICA LA PLAY THERAPY?
La pratica della Play Therapy richiede un’approfondita e specializzata istruzione, formazione ed esperienza. L’esperto di Play Therapy è un professionista della salute mentale accreditato che ha ottenuto un master o un dottorato nel settore della salute mentale che abbia accumulato una considerevole esperienza in termini di pratica clinica e maturato un determinato numero di ore di supervisione qualificata.

Per mezzo di una formazione avanzata e specializzata, unita a specifica supervisione, i professionisti della salute mentale possono anche ottenere dall'Associazione per la Play Therapy la certificazione (1) come Esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist RPT) oppure la certificazioni ulteriore di Supervisori / Esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist Supervisor RPT-S).

A questo riguardo consultare il documento "Credenziali per esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist RPT) oppure di Supervisori esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist Supervisor RPT-S .Il link al momento non è attivo, sarà comunque ).

L'Associazione per la Play Therapy (APT) conferisce il riconoscimento di Esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist RPT) oppure di Supervisori/Esperti di Play Therapy registrati (Registered Play Therapist Supervisor RPT-S) ai professionisti che siano in possesso di una licenza in materia di salute mentale e che abbiano:

  1. Ottenuto laurea o riconoscimento superiore nel settore della salute mentale;
  2. Completato un numero minimo di ore di formazione in play therapy e un determinato ammontare di ore di supervisione;
  3. Completato la quota annuale di ore di educazione continua.

Da questo anno con la formazione di una Associazione per la Play therapy Italia (APTI) sarà possibile anche in Italia ottenere i medesimi riconoscimenti e credenziali, nel rispetto delle linee guide imposte dall'APT.

AUTORI
Le informazioni mostrate in questa sezione sono state realizzate inizialmente da J.P. Lilly, Kevin O'Connor e Teri Krull e in seguito in parte riviste da Charles Schaefer, Garry Landreth e Dale-Elizabeth Pehrsson. Le informazioni allegate concernenti le condizioni di salute mentale e i disturbi di comportamento sono state redatte da Pehrsson and Karla Carmichael. Le citazioni relative alle ricerca, invece, sono state compilate da Pehrsson e da Mary Aguilera assistente presso l'Università dello Stato dell'Oregon.

 

CONDIZIONI E DISTURBI MENTALI

GESTIONE DELL' IRA
Il controllo dell' ira e dell'aggressività è divenuta una questione prominente in questi ultimi anni. Possiamo osservare l'espressione di questa mancanza di controllo nelle sparatorie nelle scuole così come nell'incremento di atti di bullismo (Sandhu, 2001). Molti bambini e ragazzi impiegano grande sforzo per esprimere le proprie emozioni in modo salutare senza causare alcun danno ad altre persone.

La Play Therapy può aiutarli ad elaborare la propria rabbia e a trovare modalità più appropriate per esprimere le emozioni veementi che potrebbero condurre ad atti impulsivi e violenti (McGuire, 2001; Ogawa, 2004).

LUTTO E PERDITA
I bambini, come gli adulti, esperiscono perdite di varia natura, come la morte di una persona cara, la morte di un animale domestico o la perdita di importanti connessioni di sicurezza dovuta al trasferimento in una nuova città. Rispetto a tali perdite i bambini reagiscono con modalità multiformi (Elliott & Place, 1998). Tra i comportamenti e i sintomi sono compresi, la rabbia, il mordere, l'isolamento, la tristezza prolungata, lo scoraggiamento, l’ottenimento di scarsi risultati accademici e molti altri (Ayyash-Abo, 2001; Gil, 1991). La Play Therapy rappresenta, a questo riguardo, un utile intervento che aiuta i bambini a riorganizzare i propri sentimenti e a sviluppare modalità di adattamento più salutari (Le Vieux, 1994; Webb, 2003).

DIVORZIO E SEPARAZIONE FAMILIARE
Quando la famiglia si divide, indipendentemente dalla nuova composizione che essa possa assumere, i bambini avvertono un profondo senso di perdita (Kramer & Smith, 1998). Quando la perdita non viene ravvisata i sintomi possono esacerbarsi.

La tipologia di sintomi riguarda il livello di sviluppo raggiunto dal bambino e include una gamma piuttosto variegata.
In circostanze di questo tipo i bambini spesso biasimano se stessi, i più piccoli spesso credono che il genitore che ha lasciato la casa non ritornerà più (Elliott & Place, 1998), mentre i bambini più grandi possono reagire con violenza e con altre modalità di espressione della rabbia.

Qualunque siano i comportamenti e le emozioni manifestate la Play Therapy può essere di sostegno fornendo ai bambini un ambiente nel quale possano esplorare i sentimenti e la sofferenza che sono imprigionati dentro se stessi (Pedro-Carroll & Reddy, 2005).

CRISI E TRAUMA
I bambini possono reagire a situazioni traumatiche in una moltitudine di modi. L'impatto del trauma dipende da molti fattori tra cui i livelli di resilienza e la cultura (Gil & Drewes, 2004; Ogawa, 2004). Gli eventi traumatici possono riguardare il bambino individualmente (come, ad esempio, avere assistito ad un incidente), l'intera famiglia (la casa della famiglia può essere stata svaligiata) o l'intera comunità (può aver subito una qualche forma di calamità). Questi eventi hanno un potenziale devastante sui bambini specialmente quando non vengono elaborati (Ayyash-Abo, 2001). I bambini hanno bisogno di opportunità per dare significato ad eventi negativi. La Play Therapy fornisce questa opportunità e accresce l'abilità del bambino di guadagnare padronanza su eventi molto spaventosi (Ogawa, 2004; Tyndall-Lind, 2001).

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO
Queste osservazioni prendono origine dalla più recente ed esauriente rassegna di letteratura meta-analitica sulle ricerche pubblicate in Play Therapy (Bratton, Ray & Rhine, 2005).
Consultare a questo proposito la rassegna della letteratura meta-analitica (il collegamento sarà presto disponibile).

Disturbi d'ansia
I disturbi d'ansia sono tra i disordini mentali più comuni in bambini e adolescenti. L'ansia può essere meglio descritta come sentirsi "preoccupati-assillati" o come essere "impauriti". I disturbi d'ansia convergono generalmente in una delle seguenti categorie:

Altri due tipi di disturbo d'ansia possono essere osservati nei bambini:

Sono ancora pochi gli studi realizzati su questi due disturbi per capire quanto siano efficaci le terapie a questo riguardo. Adler-Nevo e Manassis (2005) hanno riscontrato che su 742 studi sul DPTS solo 10 riguardano i bambini. In questi 10 la Play Therapy era uno dei trattamenti utilizzati. La Play Therapy è stata anche utilizzata per trattare bambini con disturbo ossessivo-compulsivo, anche se purtroppo relazioni comparative con altre tipologie di trattamento non sono ancora state riportate.

DISTURBI LEGATI ALLA DEPRESSIONE
I bambini possono diventare stanchi, annoiati o possono sembrare aver avuto una cattiva giornata di tanto in tanto. Di solito quando il bambino inizia ad intraprendere una qualche attività questi sentimenti sembrano passare in breve tempo. Comunque quando persistono ed impediscono al bambino di proseguire nei suoi impegni quotidiani, una condizione di depressione clinica potrebbe essere alla base del suo "umore instabile". In base al Centro Federale dei Servizi di Salute Mentale degli Stati Uniti, la depressione è presente in un bambino su 33. Questo significa che pressappoco per ogni classe ci sarà un bambino che è clinicamente depresso. La depressione può condurre a scarso rendimento, isolamento sociale e a problemi nell'andar d'accordo con amici e con la famiglia stessa. I bambini possono arrivare a percepire la propria vita come insopportabile.

Una volta che il bambino è stato per un periodo consistente clinicamente depresso, è a rischio per i prossimi 5 anni di sviluppare una nuova depressione. Molti bambini depressi diventano adulti depressi.
Il bambino può avere una seria depressione se più di uno dei seguenti comportamenti dura più di due settimane:

Oppure potrebbe:

Un lungo periodo di depressione può determinare la creazione di una scarsa concezione di sé.

La depressione è comunque un disturbo trattabile. In 8 studi su 9 è stato dimostrato che interventi di Play Therapy hanno determinato miglioramenti significativi.

DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE /IPERATTIVITA'
I problemi relativi all'attenzione ed ai livelli di attività rappresentano alcune tra le ragioni per cui i bambini più spesso vengono riferiti ai Servizi di Salute Mentale. Per ciascuna classe in media 1 o 2 studenti hanno problemi di deficit di attenzione. Sia bambini che bambine possono avere un disturbo da deficit di attenzione/iperattività, per i bambini è però più probabile. I bambini con questo genere di disturbi possono apparire semplicemente come coloro che non prestano mai attenzione, che fanno qualcosa senza pensare o entrambe le cose.

Genitori ed altri adulti possono notare nei bambini difficoltà relative ai seguenti aspetti: seguire indicazioni, finire un lavoro, perdere oggetti, dimenticare cose, fare errori dovuti ad incuria, sembrare disorganizzati. Questi problemi riguardano l'attenzione.

I problemi che più specificatamente riguardano il comportamento possono includere invece: essere costantemente in movimento, di corsa o arrampicarsi, parlare molto, non poter giocare tranquillamente da soli, interrompere le altre persone, non poter aspettare il proprio turno ed entrare nello spazio di qualcun altro.

DISTURBO PERVASIVO DI SVILUPPO (Disturbo Autistico e Disturbo di Asperger)
I disturbi pervasivi dello sviluppo, tra i quali figurano il Disturbo Autistico e il Disturbo di Asperger, si caratterizzano come “una compromissione dello sviluppo, di solito evidente prima dei 3 anni, che in maniera significativa incide sulla comunicazione verbale e non verbale, l’interazione sociale ed influenza negativamente le prestazioni educative del bambino. Altre caratteristiche spesso associate con questo tipo di disturbi sono il coinvolgimento in attività ripetitive e movimenti stereotipati, resistenza ai cambiamenti nel contesto di riferimento o rispetto alla routine quotidiana e risposte inusuali alle esperienze sensoriali”.

La Play Therapy, nei due studi fatti in questa area, è stata riconosciuta come un’efficace aggiunta terapeutica quando associata con il tradizionale trattamento strutturato dell’autismo.

LA PLAY THERAPY E LE QUESTIONI ACCADEMICHE E DI SVILUPPO SOCIALE
Un’ampia varietà di problemi dell’infanzia può essere trattata con successo dalla Play Therapy. Queste aree dello sviluppo del bambino non rientrano chiaramente nella definizione di disturbi, sebbene rappresentino problemi che possono avere ripercussioni sullo sviluppo umano.

In maniera specifica le questioni concernenti lo sviluppo, che sono state riscontrate come soggette ad essere influenzate dalla Play Therapy, sono:

DISABILITA' FISICA E DISTURBI DELL’ APPRENDIMENTO
Questa categoria di disturbi descrive i bambini che possono avere diversi problemi di natura fisica che possono interferire con la loro vita di ogni giorno e con i progressi accademici. Negli studi effettuati sono stati considerati bambini che avevano problemi nelle abilità motorie, virus della pelle, problemi nel linguaggio, allergie, difficoltà nell'udito e un disturbo generale dell'apprendimento. In tutti gli 8 studi realizzati in questo ambito, è stato dimostrato come la Play Therapy abbia determinato un miglioramento in una o più aree.

DISTURBO DELLA CONDOTTA
Il bambino, che presenta disturbo della condotta, può essere descritto come colui che colpisce fisicamente gli altri e distrugge beni e oggetti di vario tipo.

Il disturbo oppositivo-provocatorio può rappresentare l'inizio di un disturbo della condotta. Questo viene diagnosticato quando il bambino esprime modalità ricorrenti di comportamento negativistico, provocatorio, disobbediente ed ostile nei confronti di figure dotate di autorità.

Questi due tipi di diagnosi non possono essere presenti allo stesso tempo. Tra i ragazzi con età compresa tra i 9 e i 17 anni una percentuale che varia dal 1 al 4% può esser diagnosticata per il disturbo della condotta. Questa diagnosi è più comune nei ragazzi che nelle ragazze ed è più frequente nelle città che nelle aree rurali.
I ragazzi con disturbo della condotta manifestano i seguenti sintomi:

I ragazzi con disturbo della condotta e con disturbo oppositivo-provocatorio manifestano entrambi anche alcuni di questi sintomi:

La Play Therapy in ciascuno degli 8 studi realizzati negli ambiti del disturbo della condotta, dell'aggressività, e del disturbo oppositivo-provocatorio, si è dimostrata efficace nel ridurre l'aggressività e nell'incrementare l'abilità ad esprimere i sentimenti in maniera appropriata.